Drammaticamente, inesorabilmente, incoscientemente ci avviciniamo alla estinzione della civiltà attuale.
Eppure è già successo in passato.
Grandi nazioni nate e morte. Civiltà incredibili, raggiungono il loro apice per poi crollare e scomparire lasciando solo tracce della loro ex-grandezza.
E tutto accade nonostante sia ben visibile il declino, la scomparsa dei valori, la disumanizzazione delle scelte dei governanti, la costante perdita di benessere.
E' sempre accaduto.
Come se qualcuno o qualcosa volesse impedire il raggiungimento della vera comunione dei popoli. Della possibilità di ciascuno di godere delle risorse libere e naturali.
In ogni epoca, grandi popoli hanno visto crescere benessere, ricchezze, salute, tecnologia. Ma ogni epoca, ha pure visto la riduzione costante del proprio periodo più alto.
Piu velocemente si arriva a conquiste, piu velocemente si giunge alla decadenza.
Arroganza? Cudeltà? Inedia? Assuefazione?
C'è una incapacità progressiva (e programmata nelle masse) di attenzione in ciò che ci circonda; un freno inibitorio ben congegnato che intorbidisce il libero pensiero ed arbitrio.
Si procede nella "crescita" fino al punto in cui, ogni cambiamento ci appare destabilizzante, ogni critica al sistema inutile e pericolosa; e si finisce per concedere al sistema, la totale guida del nostro futuro.
Non importa se chi guida è un folle, se interessi economici prevalgono sugi interessi umani, se le scelte sono dettate alla estremizzazione del potere.
Non contano i morti, la miseria, le malattie.
Si finisce sempre per cedere la propria capacità di autodeterminazione ad altri. La responsabilità delle scelte è regalata ad entità superiori (gerarchicamente, non umanamente) che stabiliranno di volta in volta i limiti di vita dei singoli.
Veniamo pilotati a consentire che qualcuno decida per "il nostro meglio".
E quando ci uccideranno, il nostro pensiero ci suggerirà che non poteva andare che così.
Solo una massa di assuefatti può cedere la propria umanità, il proprio diritto alla vita, le scelte di esistenza, alla crudeltà di ignobili individui il cui unico scopo è la conquista totale.
E non ci sarà niente di così terrificante che possa distogliere gli assuefatti dall'inedia e dalla vigliaccheria.
Non vedranno il declino. Non vedranno la morte. Non vedranno l'estinzione.
Poche voci si alzano oltre la coltre di menzogne, di false rassicurazioni, di distorsioni della realtà. Poche voci isolate dal sistema stesso; e non servono i fatti, le prove, le dimostrazioni: la massa, spinta dal sistema, soffocherà quelle voci, e quando non riuscirà a farlo, eliminerà fisicamente quelle voci.
Per le masse, non ci sarà mai un domani.
Pensieri e parole di chi non la pensa come voi. Liberi di fare le vostre ricerche o di accettare il pensiero comune come finalità di vita. Io no, grazie.
domenica 29 maggio 2016
sabato 14 maggio 2016
NOBLESSE OBLIGE.....
La storia è costellata anzi, strapiena di soprusi di regnanti, e, piu spesso, di violazioni piu o meno gravi della dignità umana dei sudditi, da parte di nobili e nobiluzzi vari.
Basta pensare allo jus primae noctis, dove il signorotto locale detenevaa la pretesa di passare la prima notte di nozze dei popolani, con la sposa, spesso violentandola. Il rifiuto comportava la condanna a morte o, nel piu lieve del danno, una tassa elevatissima.
Nulla poteva essere opposto a tali disposizioni. Il Signore aveva diritto di vita e di morte sui cittadini.
Alla dimora del governatore, i cibi erano freschi, caldi e ben cucinati. 4 / 5 portate per 6 volte al giorno.
Il popolo non aveva diritto di replica. A Corte c'era il cerusico, un embrione del medico attuale, che forniva tutta la sua sapienza ai cortigiani. C'erano camini per scaldare le ampie stanze. Servitori che non dovevano far mancare nulla ai nobili che dimoravano li. La differenza tra la Nobiltà ed il popolo era abissale. Anche i trasporti denotavano immediatamente la casta dal volgo. Carrozze lussuose, contro asini, e, spesso neppure quelli. E non mancavano, alla Dimora, neppure i divertimenti; giullari, menestrelli e circensi, si alternavano nei saloni, dietro compenso di vitto e alloggio. Il popolo si accontentava delle misere fiere di piazza, spesso tassate e con scarse derrate, prodotte in proprio dalle massaie.
Una distanza sociale, economica e vitale, palpabile e reale.
I nobili, ricchi, agiati, curati, ben nutriti, divertiti e facilitati negli spostamenti; I popolani, poveri, spesso preda di malattie, soggetti a regole, tasse e disposizioni soffocanti quando non crudeli, non potevano neppure spostarsi agilmente, ed i piu, a piedi.
Gli uni non avevano bisogno di lavorare ed oziavano dedicandosi nel caso, a qualche forma d'arte o alla scelta di merci da altri paesi, vendendo i frutti delle loro terre. Gli altri, oppressi da pesanti giornate di lavoro, per avere il minimo sostentamento.
Ma coi secoli, tutto è cambiato.
Democrazia, buon governo, l'abolizione quasi totale dei privilegi nobilari, lo sviluppo delle repubbliche a discapito delle monarchie, ha definitivamente seppellito gli abusi ed i cattivi comportamenti, attraverso la parità e l'uguaglianza tra governati e rappresentanti dei governi.
Ora, ci sono dei deficienti che ci credono.
Che pensano che i governanti abbiano abbandonato le ricchezze, i divertimenti, i privilegi sanitari, gli spostamenti gratuiti, l'alimentazione speciale ed a basso costo, i guadagni derivati dalla vendita di territori e merci, il disprezzo del popolo.
COGLIONI!
Hanno abolito la nobiltà, non i nobili e le loro prerogative!
I nuovi nobili sono TUTTI i politici. Sono i multiincarico, i pluripoltrone, i gestori della moneta e delle risorse, gli incaricati nei CDA, i giudici, gli avvocati, i direttori di PA e molti altri.
Guardatevi intorno: siete popolani, non uomini liberi.
Basta pensare allo jus primae noctis, dove il signorotto locale detenevaa la pretesa di passare la prima notte di nozze dei popolani, con la sposa, spesso violentandola. Il rifiuto comportava la condanna a morte o, nel piu lieve del danno, una tassa elevatissima.
Nulla poteva essere opposto a tali disposizioni. Il Signore aveva diritto di vita e di morte sui cittadini.
Alla dimora del governatore, i cibi erano freschi, caldi e ben cucinati. 4 / 5 portate per 6 volte al giorno.
Il popolo non aveva diritto di replica. A Corte c'era il cerusico, un embrione del medico attuale, che forniva tutta la sua sapienza ai cortigiani. C'erano camini per scaldare le ampie stanze. Servitori che non dovevano far mancare nulla ai nobili che dimoravano li. La differenza tra la Nobiltà ed il popolo era abissale. Anche i trasporti denotavano immediatamente la casta dal volgo. Carrozze lussuose, contro asini, e, spesso neppure quelli. E non mancavano, alla Dimora, neppure i divertimenti; giullari, menestrelli e circensi, si alternavano nei saloni, dietro compenso di vitto e alloggio. Il popolo si accontentava delle misere fiere di piazza, spesso tassate e con scarse derrate, prodotte in proprio dalle massaie.
Una distanza sociale, economica e vitale, palpabile e reale.
I nobili, ricchi, agiati, curati, ben nutriti, divertiti e facilitati negli spostamenti; I popolani, poveri, spesso preda di malattie, soggetti a regole, tasse e disposizioni soffocanti quando non crudeli, non potevano neppure spostarsi agilmente, ed i piu, a piedi.
Gli uni non avevano bisogno di lavorare ed oziavano dedicandosi nel caso, a qualche forma d'arte o alla scelta di merci da altri paesi, vendendo i frutti delle loro terre. Gli altri, oppressi da pesanti giornate di lavoro, per avere il minimo sostentamento.
Ma coi secoli, tutto è cambiato.
Democrazia, buon governo, l'abolizione quasi totale dei privilegi nobilari, lo sviluppo delle repubbliche a discapito delle monarchie, ha definitivamente seppellito gli abusi ed i cattivi comportamenti, attraverso la parità e l'uguaglianza tra governati e rappresentanti dei governi.
Ora, ci sono dei deficienti che ci credono.
Che pensano che i governanti abbiano abbandonato le ricchezze, i divertimenti, i privilegi sanitari, gli spostamenti gratuiti, l'alimentazione speciale ed a basso costo, i guadagni derivati dalla vendita di territori e merci, il disprezzo del popolo.
COGLIONI!
Hanno abolito la nobiltà, non i nobili e le loro prerogative!
I nuovi nobili sono TUTTI i politici. Sono i multiincarico, i pluripoltrone, i gestori della moneta e delle risorse, gli incaricati nei CDA, i giudici, gli avvocati, i direttori di PA e molti altri.
Guardatevi intorno: siete popolani, non uomini liberi.
FATEVI UN OBIEZIONE
Fatevi, o fate in giro, un obiezione qualsiasi.
Qualcosa "dato per scontato" a cui non credete.
Qualsiasi cosa, così per provare. Può essere l'olocausto, le scie chimiche, Garibaldi, le torri gemelle, maria teresa di calcutta, la terra piatta ...... Dite a voi stessi: ma è proprio andata così? Dopodiché ponete il dubbio ai vostri conoscenti.
Catalogherete immediatamente coloro che ascolteranno le vostre elucubrazioni.
- la maggior parte dirà che siete fuori di testa
- una gran parte affermerà che "ma dai! lo sanno tutti!"
- qualcuno vi offenderà pure cercando di zittirvi
- altri vi diranno che gli "studi" o le "ricerche serie" dimostrano che.....
Utilizzeranno qualsiasi argomento e migliaia di parole per dimostrarvi che sbagliate. Vi faranno passare per matto, diranno ai loro conoscenti quanto siete idiota, ridicolizzeranno i vostri argomenti. Arriveranno pure a togliervi il saluto, ad allontanarsi da voi, a fare terra bruciata intorno e sobillare le vostre amicizie.
Ma perché tutto questo accanimento?
Semplice.
Paura. La paura di cambiare, di vedere altro, di perdere la protezione della schiavitù, della sicurezza del "poco ma certo", e la tremenda paura di dover - pensare-, senza che altri lo facciano per loro.
E faranno di tutto per impedirvi di fargli cambiare idea.
Non importa quali fonti nominerete, non importeranno le documentazioni che mostrerete; se violate il sistema (che da secoli gestisce l'informazione), i protettori del sistema vi schiaccieranno.
Chi sono i protettori del sistema? Tutti coloro che, immobilizzati dal condizionamento alla paura (paura delle tasse, della legge, del sistema bancario, della pubblicità terroristica, del diverso, paura di non essere accettati, paura della libertà ecc...) non hanno altre convinzioni che quelle preconfezionate dal sistema stesso.
-Nasci, cresci istruito dal sistema, fatti sfruttare nel lavoro, genera figli (ma pochi, sempre per paura del futuro), paga le tasse e tutto cio che usi, consuma, invecchia, compra medicine, muori. - Questo infinito ciclo predeterminato è la gabbia in cui i potentati hanno intrappolato la (in)civiltà attuale.
Avrai quindi due scelte : restaare tra i "protettori" o diventare "complottista".
Io? complottista ad oltranza!
Qualcosa "dato per scontato" a cui non credete.
Qualsiasi cosa, così per provare. Può essere l'olocausto, le scie chimiche, Garibaldi, le torri gemelle, maria teresa di calcutta, la terra piatta ...... Dite a voi stessi: ma è proprio andata così? Dopodiché ponete il dubbio ai vostri conoscenti.
Catalogherete immediatamente coloro che ascolteranno le vostre elucubrazioni.
- la maggior parte dirà che siete fuori di testa
- una gran parte affermerà che "ma dai! lo sanno tutti!"
- qualcuno vi offenderà pure cercando di zittirvi
- altri vi diranno che gli "studi" o le "ricerche serie" dimostrano che.....
Utilizzeranno qualsiasi argomento e migliaia di parole per dimostrarvi che sbagliate. Vi faranno passare per matto, diranno ai loro conoscenti quanto siete idiota, ridicolizzeranno i vostri argomenti. Arriveranno pure a togliervi il saluto, ad allontanarsi da voi, a fare terra bruciata intorno e sobillare le vostre amicizie.
Ma perché tutto questo accanimento?
Semplice.
Paura. La paura di cambiare, di vedere altro, di perdere la protezione della schiavitù, della sicurezza del "poco ma certo", e la tremenda paura di dover - pensare-, senza che altri lo facciano per loro.
E faranno di tutto per impedirvi di fargli cambiare idea.
Non importa quali fonti nominerete, non importeranno le documentazioni che mostrerete; se violate il sistema (che da secoli gestisce l'informazione), i protettori del sistema vi schiaccieranno.
Chi sono i protettori del sistema? Tutti coloro che, immobilizzati dal condizionamento alla paura (paura delle tasse, della legge, del sistema bancario, della pubblicità terroristica, del diverso, paura di non essere accettati, paura della libertà ecc...) non hanno altre convinzioni che quelle preconfezionate dal sistema stesso.
-Nasci, cresci istruito dal sistema, fatti sfruttare nel lavoro, genera figli (ma pochi, sempre per paura del futuro), paga le tasse e tutto cio che usi, consuma, invecchia, compra medicine, muori. - Questo infinito ciclo predeterminato è la gabbia in cui i potentati hanno intrappolato la (in)civiltà attuale.
Avrai quindi due scelte : restaare tra i "protettori" o diventare "complottista".
Io? complottista ad oltranza!
mercoledì 11 maggio 2016
GLI STRANI "EROI" DI APOLLO 11 - ASTRONAUTI PER CASO
Vi siete mai chiesti perché i tre astronauti, Aldrin, Armstrong e Collins, si siano licenziati contemporaneamente dalla NASA dopo il presunto allunaggio?
E perché hanno quasi totalmente evitato i media? O perché nessuno dei tre ha mai giurato sulla Bibbia di aver compiuto l'atterraggio?
https://www.youtube.com/watch?v=kwviRxYk3bk
Fatevela una domanda ogni tanto....
E perché hanno quasi totalmente evitato i media? O perché nessuno dei tre ha mai giurato sulla Bibbia di aver compiuto l'atterraggio?
https://www.youtube.com/watch?v=kwviRxYk3bk
Fatevela una domanda ogni tanto....
giovedì 5 maggio 2016
LA TRAPPOLA DELL'ART 1 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
Pochi si saranno chiesti il perché dell'art 1 della Costituzione (maiuscolo immeritato) Italiana.
Il perché è semplice: pochi capiscono il significato di LAVORO.
"L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro,....."
Ma il lavoro cos'è?
Partiamo da un principio. L'uomo libero non è nato per lavorare.
Ai più sembrerà una offesa. Qualcuno leggerà con sufficienza. Altri riterranno l'assunto una sciocchezza.
Ma la realtà è questa. L'uomo in antichità cacciava, produceva alimenti dalla terra o, alimenti più elaborati, nella propria abitazione. Macinava il grano, essiccava la carne, utilizzava colture per fibre tessili, all'occorrenza costruiva ripari per sé e per la propria famiglia.
In genere si contava sul vicinato per attività più pesanti, o si tendeva ad un nucleo familiare più ampio per produrre sostentamento.
Poi vennero le Città, e con esse il proprio governo. In massima parte, chi governava erano grandi padroni terrieri che, concedevano l'uso delle proprietà in cambio di merce da vendere.
Cominciava lo sfruttamento, per arricchire pochi col "lavoro" di molti.
Da -attività di vita- , l'opera umana diventava -lavoro-.
La possibilità di arricchirsi a discapito delle masse, spingeva i facoltosi possidenti a far produrre sempre di piu ai contadini, lasciandogli sempre meno prodotti e risorse.
Si creavano regole di "mercato", controllo dei prezzi, sistemi di distribuzione e vendita di prodotti.
Lo sviluppo di Università e scuole, progettava nuovi specialisti in grado di creare condizioni ulteriori di "lavoro".
La scusa del progresso (ma in realtà ricerca di nuovo profitto) trasformò il lavoro manuale in industriale.
Una enorme massa di prodotti invadeva i mercati, spingendo le persone ad acquistare sempre di piu.
L'ovvio risultato fu (ed è tutt'oggi) una iper produzione in paesi a media ed alta intensità industriale, con sempre minor guadagni per chi prestava lavoro, contro i maggiori profitti di chi ne offriva; merci sempre piu scadenti ed affari lucrosi. Altra schifezza disumana fu poi la creazione della "Borsa": un sistema di quotazione di aziende che, a fronte di versamenti di denaro, consentiva a speculatori di avere piccole o grandi quote di proprietà delle aziende stesse. E' chiaro e illuminante il fine del lavoro in tutto questo.
Privazione degli elementi essenziali di vita (accaparrati dai grandi gruppi economici), impoverimento delle masse (il profitto prevede la riduzione delle spese di produzione), saturazione di mercati.
2 guerre mondiali sono servite per avere la scusa di "ricostruire" e riavviare produzione e commercio.
Alla fine della seconda guerra mondiale, tutti i belligeranti (vincitori e vinti) stabilivano le regole per i futuri scambi economici, intrappolando i propri cittadini in una norma esposta, piu o meno velatamente, nella propria legge madre, la Costituzione.
L'Italia, mise tale norma all'art 1.
Fondare la propria Nazione sul lavoro anziché sui diritti umani, è la miglior arma di prigionia che un governo matta in atto contro i propri cittadini.
Ed il bello è che hanno in questo modo, convinto la massa, che il lavoro sia la massima spirazione dell'uomo.
Il lavoro è solo lo sfruttamento di molti, per il guadagno di pochi.
Niente a che fare con il libero sviluppo, le capacità ed i desideri di ciascuno, la crescita emotiva e spirituale, la collaborazione attiva, il valore intrinseco della persona umana.
Il perché è semplice: pochi capiscono il significato di LAVORO.
"L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro,....."
Ma il lavoro cos'è?
Partiamo da un principio. L'uomo libero non è nato per lavorare.
Ai più sembrerà una offesa. Qualcuno leggerà con sufficienza. Altri riterranno l'assunto una sciocchezza.
Ma la realtà è questa. L'uomo in antichità cacciava, produceva alimenti dalla terra o, alimenti più elaborati, nella propria abitazione. Macinava il grano, essiccava la carne, utilizzava colture per fibre tessili, all'occorrenza costruiva ripari per sé e per la propria famiglia.
In genere si contava sul vicinato per attività più pesanti, o si tendeva ad un nucleo familiare più ampio per produrre sostentamento.
Poi vennero le Città, e con esse il proprio governo. In massima parte, chi governava erano grandi padroni terrieri che, concedevano l'uso delle proprietà in cambio di merce da vendere.
Cominciava lo sfruttamento, per arricchire pochi col "lavoro" di molti.
Da -attività di vita- , l'opera umana diventava -lavoro-.
La possibilità di arricchirsi a discapito delle masse, spingeva i facoltosi possidenti a far produrre sempre di piu ai contadini, lasciandogli sempre meno prodotti e risorse.
Si creavano regole di "mercato", controllo dei prezzi, sistemi di distribuzione e vendita di prodotti.
Lo sviluppo di Università e scuole, progettava nuovi specialisti in grado di creare condizioni ulteriori di "lavoro".
La scusa del progresso (ma in realtà ricerca di nuovo profitto) trasformò il lavoro manuale in industriale.
Una enorme massa di prodotti invadeva i mercati, spingendo le persone ad acquistare sempre di piu.
L'ovvio risultato fu (ed è tutt'oggi) una iper produzione in paesi a media ed alta intensità industriale, con sempre minor guadagni per chi prestava lavoro, contro i maggiori profitti di chi ne offriva; merci sempre piu scadenti ed affari lucrosi. Altra schifezza disumana fu poi la creazione della "Borsa": un sistema di quotazione di aziende che, a fronte di versamenti di denaro, consentiva a speculatori di avere piccole o grandi quote di proprietà delle aziende stesse. E' chiaro e illuminante il fine del lavoro in tutto questo.
Privazione degli elementi essenziali di vita (accaparrati dai grandi gruppi economici), impoverimento delle masse (il profitto prevede la riduzione delle spese di produzione), saturazione di mercati.
2 guerre mondiali sono servite per avere la scusa di "ricostruire" e riavviare produzione e commercio.
Alla fine della seconda guerra mondiale, tutti i belligeranti (vincitori e vinti) stabilivano le regole per i futuri scambi economici, intrappolando i propri cittadini in una norma esposta, piu o meno velatamente, nella propria legge madre, la Costituzione.
L'Italia, mise tale norma all'art 1.
Fondare la propria Nazione sul lavoro anziché sui diritti umani, è la miglior arma di prigionia che un governo matta in atto contro i propri cittadini.
Ed il bello è che hanno in questo modo, convinto la massa, che il lavoro sia la massima spirazione dell'uomo.
Il lavoro è solo lo sfruttamento di molti, per il guadagno di pochi.
Niente a che fare con il libero sviluppo, le capacità ed i desideri di ciascuno, la crescita emotiva e spirituale, la collaborazione attiva, il valore intrinseco della persona umana.
CITTADINI E SCHIAVI : L'INVERSIONE DELLA PREROGATIVA
Una volta c'era Roma. E i Cittadini.
Essere Cittadino romano era un privilegio. Si distingueva nel mondo conosciuto per i diritti che tale attributo comportava. Il diritto di ereditare terreni e beni, di sposarsi, di avere figli, di conseguire studi e cariche. Di possedere schiavi, assumere servitori e lavoratori. Il diritto di difendersi personalmente nelle diatribe o dalle accuse, il diritto alla libetà di opinione e di parola. Inviolabilità della proprietà.
E c'erano gli schiavi.
Quelli a cui i diritti erano negati. E nonostante fossero una risorsa, a cui il cittadino dedicava cure e risorse, per mantenere un "bene" in salute e funzionale, non godevano di alcun dritto. Libertà, parola, matrimonio, erano permessi solo se consentiti dal padrone.
Roma. Cinque secoli di prosperità, poi decadenza e morte.
Ma la fine di Roma, non è un caso. A trasformare l'Impero in una decadente civiltà senza futuro, è stata la trasformazione dei diritti, in evanescenti parole, che persero nel tempo il significato originale, sostituite da leggi che ne limitavano il potere.
Il cittadino diventò la risorsa di uno stato sempre più padrone. La ricchezza doveva sparire dalla cittadinanza per riversarsi nelle casse dello stato e di pochi.
Oggi, dopo secoli di soprusi e leggi disumanizzanti, che hanno sempre più teso alla riduzione dei diritti, siamo di fronte alla completa inversione della prerogativa dei cittadini.
E' il cittadino che, persi i diritti (trasferiti allo stato) subisce le imposizioni senza possibilità di reazione. Mentre lo straniero (extraeuropeo) conserva, grazie alle norme di tutela umana della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, le prerogative dei passati "Cittadini di Roma".
In pratica, il NON cittadino, non sottostà alle norme di Stato ma a quelle Internazionali stabilite nella DUDU, mentre il cittadino è formalmente ed indissolubilmente soggetto alle norme di Stato (diritto positivo).
Ma come si crea questo vincolo (giogo debitorio)?
Con la creazione del Soggetto Giuridico.
Siete persone umane? No. Per lo stato siete Soggetti Giuridici. Vi riconoscono solo in quelli. Agiscono contro di voi solo grazie ai vostri Soggetti Giuridici.
Ma chi stabilisce per voi la vostra soggettività e come?
Dal momento che lo Stato, nulla potrebbe contro la persona umana, stante il diritto creditorio, la ignora; all'atto della denuncia di nascita, crea il vostro Soggetto Giuridico. Il vostro nome si trasforma per diventare cittadino, e da Nome Cognome, diventa NOME COGNOME. L'unico ed il solo che lo stato "riconosce". L'unico a cui possono essere intestati i vostri documenti. L'unico che può stipulare contratti. L'unico che subirà in perpetuo il dovere debitorio.
Carta di Identità, contratti bancari, forniture, equitalia, contravvenzioni; tutti si rivolgono al Soggetto Giuridico, mai a voi. Ed anche voi vi riconoscete in Lui. Il vostro consenso inconsapevole è la loro forza.
Ecco trasformato il Cittadino di diritto in cittadino di dovere.
La maiuscola vi ha cambiato lo status vivendi.
La cittadinanza è una trappola. E prima ve ne accorgete, prima potrete salvare la vostra vita.
Essere Cittadino romano era un privilegio. Si distingueva nel mondo conosciuto per i diritti che tale attributo comportava. Il diritto di ereditare terreni e beni, di sposarsi, di avere figli, di conseguire studi e cariche. Di possedere schiavi, assumere servitori e lavoratori. Il diritto di difendersi personalmente nelle diatribe o dalle accuse, il diritto alla libetà di opinione e di parola. Inviolabilità della proprietà.
E c'erano gli schiavi.
Quelli a cui i diritti erano negati. E nonostante fossero una risorsa, a cui il cittadino dedicava cure e risorse, per mantenere un "bene" in salute e funzionale, non godevano di alcun dritto. Libertà, parola, matrimonio, erano permessi solo se consentiti dal padrone.
Roma. Cinque secoli di prosperità, poi decadenza e morte.
Ma la fine di Roma, non è un caso. A trasformare l'Impero in una decadente civiltà senza futuro, è stata la trasformazione dei diritti, in evanescenti parole, che persero nel tempo il significato originale, sostituite da leggi che ne limitavano il potere.
Il cittadino diventò la risorsa di uno stato sempre più padrone. La ricchezza doveva sparire dalla cittadinanza per riversarsi nelle casse dello stato e di pochi.
Oggi, dopo secoli di soprusi e leggi disumanizzanti, che hanno sempre più teso alla riduzione dei diritti, siamo di fronte alla completa inversione della prerogativa dei cittadini.
E' il cittadino che, persi i diritti (trasferiti allo stato) subisce le imposizioni senza possibilità di reazione. Mentre lo straniero (extraeuropeo) conserva, grazie alle norme di tutela umana della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, le prerogative dei passati "Cittadini di Roma".
In pratica, il NON cittadino, non sottostà alle norme di Stato ma a quelle Internazionali stabilite nella DUDU, mentre il cittadino è formalmente ed indissolubilmente soggetto alle norme di Stato (diritto positivo).
Ma come si crea questo vincolo (giogo debitorio)?
Con la creazione del Soggetto Giuridico.
Siete persone umane? No. Per lo stato siete Soggetti Giuridici. Vi riconoscono solo in quelli. Agiscono contro di voi solo grazie ai vostri Soggetti Giuridici.
Ma chi stabilisce per voi la vostra soggettività e come?
Dal momento che lo Stato, nulla potrebbe contro la persona umana, stante il diritto creditorio, la ignora; all'atto della denuncia di nascita, crea il vostro Soggetto Giuridico. Il vostro nome si trasforma per diventare cittadino, e da Nome Cognome, diventa NOME COGNOME. L'unico ed il solo che lo stato "riconosce". L'unico a cui possono essere intestati i vostri documenti. L'unico che può stipulare contratti. L'unico che subirà in perpetuo il dovere debitorio.
Carta di Identità, contratti bancari, forniture, equitalia, contravvenzioni; tutti si rivolgono al Soggetto Giuridico, mai a voi. Ed anche voi vi riconoscete in Lui. Il vostro consenso inconsapevole è la loro forza.
Ecco trasformato il Cittadino di diritto in cittadino di dovere.
La maiuscola vi ha cambiato lo status vivendi.
La cittadinanza è una trappola. E prima ve ne accorgete, prima potrete salvare la vostra vita.
mercoledì 4 maggio 2016
SE AVESTE IL CULO A FESSURA CI METTERESTE LA MASTERCARD
Ma non siete stanchi di questa vostra vita da schiavi basata sul denaro?
Tante belle frasi sui network:
"amore eterno", "vivete con la natura", "riscopriamo i sentimenti", "la vera ricchezza è nello spirito", "osserva la bellezza che ti circonda", ...
e per tutto il resto c'è Mastercard!
Finitela di scrivere cazzate in cui non credete.
Ma quanti amano se stessi da volere con tutte le forze la propria dignità umana?
Quanti accetterebbero di non avere il conto in banca che cresce?
E quanti preferiscono la ricchezza dello spirito ad una vacanza all inclusive alle maldive?
Parlate di natura ma accettate che ve la avvelenino con pesticidi, scie chimiche, discariche tossiche e radiazioni varie.
Volete la libertà e vi fate privare dell'acqua, degli spazi vitali, dei diritti umani, della possibilità di scelta.
Ma forse siete così ottusi che nemmeno pensate sia vostro diritto scegliere, o non sapete neppure cosa sia un diritto, visto che siete condizionati al punto da aver consentito che alcuni lavori (?) siano retribuiti 10/100/1000 volte piu della necessità umana di vita.
Date a voi stessi un valore già previsto da altri, già racchiuso nel comune pensiero economico, senza minimamente sapere o accorgervi che il valore economico viene da voi. Senza di voi il valore non esiste, ma ve lo fate attribuire. E sempre e solo in denaro.
Non avete un valore spirituale, perché non sapreste che farne.
Così idolatrate i Guru, senza però far vostri i principi che enunciate.
E così lasciate che diventino Guru anche i piu cialtroni che soddisfano le vostre voglie; di vendetta, di privilegio, della giustizia che vorreste (solo) per voi, della soppressione di chi critica il vostro pensiero, del desiderio di accumulare, del miraggio del potere....
Non vi accorgete affatto che siete dentro ad una scatola in cui vi hanno richiuso per gestirvi.
Dalla cittadinanza, al debito, dalle regole disumanizzanti, alla condotta fiscale, dalla perdita di capacità decisionale, all'imposizione educativa. Tutto è creato per rendervi disumanizzati consumatori.
-"ma oggi stiamo meglio di 1000 anni fà"-
Certo, utiliziamo merci che vengono fabbricate avvelenando il mondo. Energia prodotta dal peggior elemento tossico esistente, il petrolio. Scambiamo alimenti e oggetti con carta stampata senza valore prodotta da SPA. Continuiamo a fare ed accettare guerre apparentemente di libertà, ma consapevoli che sono di conquista come 2000 anni fà; sono solo cambiate le armi. Siete assuefatti alla libertà criminosa dove pochi comandano lasciando credere alla massa di farlo per il "bene comune". Ma il bene è solo il loro!
Molti non avranno capito nulla di quanto scritto.
Il libero pensiero umano non è per tutti, così come la lbertà.
Ma di fronte a qualsiasi fatto, chiedetevi sempre :
Perché?
Forse comincierete ad odiarla un pò la mastercard, e da lì in poi inizierete ad espandervi.
Tante belle frasi sui network:
"amore eterno", "vivete con la natura", "riscopriamo i sentimenti", "la vera ricchezza è nello spirito", "osserva la bellezza che ti circonda", ...
e per tutto il resto c'è Mastercard!
Finitela di scrivere cazzate in cui non credete.
Ma quanti amano se stessi da volere con tutte le forze la propria dignità umana?
Quanti accetterebbero di non avere il conto in banca che cresce?
E quanti preferiscono la ricchezza dello spirito ad una vacanza all inclusive alle maldive?
Parlate di natura ma accettate che ve la avvelenino con pesticidi, scie chimiche, discariche tossiche e radiazioni varie.
Volete la libertà e vi fate privare dell'acqua, degli spazi vitali, dei diritti umani, della possibilità di scelta.
Ma forse siete così ottusi che nemmeno pensate sia vostro diritto scegliere, o non sapete neppure cosa sia un diritto, visto che siete condizionati al punto da aver consentito che alcuni lavori (?) siano retribuiti 10/100/1000 volte piu della necessità umana di vita.
Date a voi stessi un valore già previsto da altri, già racchiuso nel comune pensiero economico, senza minimamente sapere o accorgervi che il valore economico viene da voi. Senza di voi il valore non esiste, ma ve lo fate attribuire. E sempre e solo in denaro.
Non avete un valore spirituale, perché non sapreste che farne.
Così idolatrate i Guru, senza però far vostri i principi che enunciate.
E così lasciate che diventino Guru anche i piu cialtroni che soddisfano le vostre voglie; di vendetta, di privilegio, della giustizia che vorreste (solo) per voi, della soppressione di chi critica il vostro pensiero, del desiderio di accumulare, del miraggio del potere....
Non vi accorgete affatto che siete dentro ad una scatola in cui vi hanno richiuso per gestirvi.
Dalla cittadinanza, al debito, dalle regole disumanizzanti, alla condotta fiscale, dalla perdita di capacità decisionale, all'imposizione educativa. Tutto è creato per rendervi disumanizzati consumatori.
-"ma oggi stiamo meglio di 1000 anni fà"-
Certo, utiliziamo merci che vengono fabbricate avvelenando il mondo. Energia prodotta dal peggior elemento tossico esistente, il petrolio. Scambiamo alimenti e oggetti con carta stampata senza valore prodotta da SPA. Continuiamo a fare ed accettare guerre apparentemente di libertà, ma consapevoli che sono di conquista come 2000 anni fà; sono solo cambiate le armi. Siete assuefatti alla libertà criminosa dove pochi comandano lasciando credere alla massa di farlo per il "bene comune". Ma il bene è solo il loro!
Molti non avranno capito nulla di quanto scritto.
Il libero pensiero umano non è per tutti, così come la lbertà.
Ma di fronte a qualsiasi fatto, chiedetevi sempre :
Perché?
Forse comincierete ad odiarla un pò la mastercard, e da lì in poi inizierete ad espandervi.
Iscriviti a:
Post (Atom)